L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: La fine dell’umanità.
Stafford Beer diede inizio ad un progetto di organizzazione sociale basata sulla cibernetica e sui sistemi di calcolo per soddisfare i bisogni collettivi, applicando il suo Modello del Sistema Vitale. Tale sistema prevedeva un flusso di dati organizzato su più livelli (spesso definito a cascata o gerarchico-ricorsivo) che collegava le fabbriche e le comunità direttamente al governo centrale.
La sua applicazione più celebre è stata il Progetto Cybersyn (o Synco), sviluppato in Cile tra il 1971 e il 1973 durante il governo di Salvador Allende, con la realizzazione di un sistema centralizzato in un ambiente futuristico per visualizzare in tempo reale l’andamento dell’economia nazionale, con lo scopo di facilitare decisioni rapide e partecipate per rispondere tempestivamente ai bisogni sociali. Purtroppo tale esperienza ebbe fine l’11 settembre 1973 con il colpo di Stato del generale Augusto Pinochet che rovesciò il governo del Presidente Salvador Allende.
Un’idea di società in cui l’allocazione delle risorse venga guidata da calcolatori per soddisfare i bisogni umani è un concetto che unisce automazione, economia pianificata e intelligenza artificiale. L’evoluzione tecnologica trainata dall’intelligenza artificiale e dalla digitalizzazione sta ridefinendo il nostro mondo con impatto sulla crescita esponenziale del PIL e sull’automazione senza precedenti, con algoritmi di auto-apprendimento che hanno consentito la robotizzazione di attività ripetitive, riducendo i costi operativi aziendali.
Dal punto di vista sociale ciò comporta profonde disuguaglianze e la necessità di riconversione professionale per milioni di lavoratori. Tant’è che circa il 14% della forza lavoro globale potrebbe aver bisogno di cambiare mansione nei prossimi anni a causa dell’automazione, mentre un ulteriore 32% affronterà cambiamenti sostanziali nel proprio ruolo (1).
Il sistema economico tenderà a premiare con salari molto alti figure professionali altamente specializzate, mentre si ridurrà la domanda per ruoli a bassa qualifica, generando il rischio di una polarizzazione sociale.
Inoltre la trasformazione di qualunque documento cartaceo nella sua versione digitale lo renderà accessibile a chiunque, ovunque si trovi, mediante un supporto informatico, ma rischia di precluderne l’accesso ad ampie fasce di popolazione prive di adeguate competenze digitali.
Chi trarrà i maggiori vantaggi dallo sviluppo dell’IA? I grandi gruppi finanziari, come banche e fondi d’investimento, che stanno indirizzando ingenti capitali verso il mercato dei robot umanoidi e dell’Intelligenza Artificiale fisica. Il potenziale di queste macchine è di creare una forza lavoro autonoma atta a sollevare l’essere umano dai lavori usuranti, ripetitivi o pericolosi. La transizione verso una forza lavoro robotica solleva questioni complesse perché da un lato si punta a migliorare la sicurezza e ridurre i rischi psicofisici dei lavoratori umani, dall’altro persiste il timore di un impatto occupazionale a lungo termine. Pertanto occorrerà individuare un criterio per la distribuzione della ricchezza generata dall’automazione.
Occorrerà quindi tener conto che l’assenza di limitazioni allo sviluppo di modelli IA non regolamentati e la spinta inarrestabile verso lo sviluppo di tale tecnologia potranno rappresentare una minaccia per la sopravvivenza stessa dell’umanità, facendole perdere il controllo. Anche Elon Musk ha espresso più volte questa preoccupazione, sottolineando come l’Intelligenza Artificiale presenti enormi rischi per l’umanità e manchi di un’adeguata guida etica. Purtroppo, ha anche dichiarato di non vedere alcuna via realistica per fermare l’inarrestabile sviluppo tecnologico globale di questi sistemi (2).
Uno di noi
Domenico Sangiovanni
Fonte: (1) “Il futuro del lavoro: oltre il mito, dentro la realtà” di Luca Tomassini, 09.08.2025; (2) Elon Musk, “L’intelligenza artificiale è un rischio per l’umanità”, Corriere della Sera, 29.03.2023
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