L’INFLUENZA DEI MEDIA

La pubblicità è una componente del costo dei prodotti e dei servizi offerti che con l’acquisto grava sul consumatore. La sua incidenza sul prezzo finale può variare per la numerosità degli spot che in vario modo vengono veicolati verso una platea di consumatori. E’ una quantità considerevole di denaro che esce dalle loro tasche per alimentare piattaforme divulgative, ove chi realmente paga non ha nessun peso decisionale.
Nella ripartizione di tale “torta” sono i canali radio e televisivi che ne traggono le maggiori risorse per finanziare le loro offerte di intrattenimento con l’obiettivo di intercettare il maggior numero di persone.
E’ un regime d’impresa, ove i ricavi indirettamente provengono dagli acquirenti dei beni pubblicizzati, mentre la gestione dei costi è affidata alle decisioni dell’imprenditore, come è giusto che sia.
Tuttavia va detto che da tali piattaforme diffondono le loro programmazioni nelle case di ognuno di noi, perlopiù con riferimenti a stili di vita discutibili e modelli di comportamento che influenzano anche il nostro modo di agire, percepire e decidere con lo scopo di prevedere e influenzare le nostre scelte.
Ognuno di noi diventa un consumatore da intrattenere con la trasmissione di notizie ossessivamente ripetute per ogni canale, a ogni ora del giorno, con dibattiti interminabili ove gli intervenuti vengono lautamente compensati, perlopiù per aggiungere animosità e confusione alla questione che viene trattata.
E’ mai possibile che una persona in cerca di un po’ di tranquillità dopo le fatiche quotidiane, attivando il mezzo televisivo, venga continuamente bombardato da notizie e situazioni che non fanno altro che accrescerne la tensione? Al punto in cui siamo, occorrerebbe stabilire limiti alla pubblicità e regole alle programmazioni con il coinvolgimento di noi consumatori, che in fin dei conti ne paghiamo le spese.

Uno di noi