LA FAMIGLIA NEL BOSCO
La Costituzione italiana
Articolo 29: La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.
Articolo 30: E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.
La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
Articolo 31: La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
Il modello educativo attuale tra genitore e figlio è diventato meno sbilanciato passando dalla famiglia tradizionale, autoritaria, incentrata sull’obbedienza del figlio e la sua sottomissione al volere degli adulti, a quella attuale, “affettiva” e autorevole, molto più attenta agli aspetti emotivi dei suoi membri e più morbida nel dare regole, nel tentativo di non imporle con l’obbligo, ma di farle accettare attraverso il dialogo, aiutando i figli a comprenderle, giustificando e spiegando l’intervento del genitore (1).
Le famiglie di ogni ordine e grado sanno che il ruolo di genitore è quello di rispondere prontamente ai bisogni dei figli dal momento in cui vengono al mondo finché non diventano adulti e spesso anche dopo (2). Genitori non si nasce, lo si diventa giorno per giorno tra sbagli, incertezze e paure lasciandosi guidare dall’amore per i propri figli e attenti alle loro necessità con l’obiettivo educativo di accompagnarli verso la completa autonomia. Non esiste uno stile genitoriale a cui fare riferimento; il genitore è guidato dal proprio istinto, dal buon senso e dal desiderio di fare dei propri figli persone capaci di ricoprire un proprio ruolo all’interno della società.
Purtroppo all’interno delle famiglie possono crearsi ambienti conflittuali che negli adolescenti sono causa di sentimenti di rabbia e frustrazione che possono facilmente tradursi in comportamenti rischiosi. I giovani a cui spesso vengono a mancare i modelli rassicuranti si trovano a fare i conti con un mondo dove il virtuale si sostituisce al reale, minandone le sicurezze e togliendo loro la possibilità di un confronto diretto con le sfide della vita. Anche il rapporto tra social media e adolescenti è diventato oggetto di preoccupazione perché le logiche di progettazione delle applicazioni sono pensate per aumentare il tempo di permanenza degli utenti, favorendo dinamiche di dipendenza digitale con impatto sul benessere emotivo dei giovani.
In tale contesto va inquadrata la vicenda della “Famiglia nel bosco” che viveva a Palmoli in provincia di Chieti, composta dalla signora Catherine Birmingham, dal signor Nathan Trevallion e dai loro tre figli di sei e otto anni.
Tutto ha inizio nel settembre 2024 quando la famiglia chiama i soccorsi in seguito ad una intossicazione alimentare da funghi. I carabinieri segnalano il caso ai servizi sociali che fanno i primi sopralluoghi nella casa della famiglia. Nei rapporti dei servizi sociali si legge che la famiglia vive in condizioni di disagio abitativo in un’abitazione rurale in pietra dove non era presente l’impianto idraulico, la rete fognaria e i servizi igienici. I genitori non dispongono di entrate lavorative fisse e avrebbero deciso di non far frequentare la scuola ai loro figli. Nel novembre 2025 il tribunale dell’Aquila decide di sospendere la responsabilità genitoriale della coppia. Giovedì 20 novembre, gli assistenti sociali e le forze dell’ordine eseguono un’ordinanza del tribunale dei minori di Chieti allontanando i bambini dai genitori. I tre bambini vengono portati in una comunità di accoglienza per minori insieme alla madre mentre il padre resta invece nella casa di famiglia e si rivolge a un avvocato per difendersi.
Così inizia la disgregazione di questa famiglia, che fino a quel momento era amorevolmente unita nella semplicità al contatto con la natura, godendo delle cose essenziali, lontana dai condizionamenti dei social media e da modelli consumistici con tutto quello che rappresentano.
Quanti di noi in cuor loro hanno più volte desiderato di evadere dalla condizione in cui sono ingabbiati, sottostando a ritmi di vita e condizioni che non consentono neppure il tempo per godere delle cose essenziali! E’ così grave pensare di abituare i propri figli, almeno nella fase adolescenziale, ad un modello di vita alternativo fatto di cose semplici, di serenità e soprattutto di tempo per godere di quello che la natura ci mette a disposizione gratis?
Come si fa a mettere sotto esame Catherine e Nathan, genitori premurosi con sani principi, quando non si presta sufficiente attenzione ai casi di abbandono dei propri figli o di violenza familiare?
Per loro sono state disposte visite psichatriche al fine di valutare la loro capacità genitoriale. Chissà quali parametri saranno utilizzati, ma di sicuro non si potrà fare riferimento a modelli standard appresi sui libri. Qui si tratta di persone, ognuna con la propria esperienza e i propri limiti. Sarebbe utile fare lo stesso esame a tanti di noi per verificare in quanti saremmo giudicati idonei.
Vale la pena di ricordare che la Costituzione tutela l’unità familiare attribuendo ai genitori il diritto/dovere di mantenere, istruire ed educare i figli. Il compito della Repubblica non è quello di sottrarglieli con l’imposizione, ma di agevolare la famiglia nell’adempimento dei suoi compiti anche con misure economiche e sociali.
Al momento appaiono superate le condizioni che hanno determinato i provvedimenti di allontanamento dei bambini dai genitori, data la loro acquiescenza al rispetto delle condizioni per l’istruzione dei figli e per l’offerta accettata di una abitazione con i requisiti necessari.
A questo punto si può solo confidare nella ragionevolezza delle parti in causa al fine di consentire il ricongiungimento della famiglia. Cosa che ci auguriamo possa avvenire quanto prima.
Uno di noi
Fonte: (1) “Genitori-figli: come è cambiata la relazione nelle nuove generazioni? – data 25.09.2021 – FORMAZIONE; (2) “La genitorialità: nuovi modelli educativi per nuove sfide” LA RETE ZEROSEI
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