IL VALORE DEI SOLDI

Il valore dei soldi in cambio di lavoro si traduce nel prezzo del tuo tempo, delle tue competenze e delle tue responsabilità. Nel mercato attuale, questo scambio viene definito “stipendio” o “salario”. Il suo valore si basa su domanda e offerta, settore, esperienza e sul benessere generale che si è disposti a barattare.

 

Spesso pensiamo allo stipendio come al numero che vediamo sul nostro estratto conto. Eppure i soldi hanno molto più a che fare con le emozioni di quanto abbiano a che fare con i numeri. Ci definiscono, ci restituiscono uno status, ci collocano all’interno della società e determinano il valore che riconosciamo a noi stessi. Che lo

 

si voglia o no, il denaro non è mai neutro per la nostra soggettività (1).

 

I soldi sebbene permettano di soddisfare i bisogni primari e aumenti la serenità, la ricerca psicologica e sociologica dimostra che la correlazione con la felicità autentica si stabilizza una volta raggiunta una solida sicurezza economica. La stabilità economica può aiutare a ridurre le difficoltà legate ai bisogni ma una volta raggiunta altri fattori diventano rilevanti per il benessere personale, come il tempo libero, la famiglia, le relazioni personali e la libertà di scelta (2).

 

L’economista americano Richard Easterlin nel 1974, sulla base di un’analisi di dati provenienti da diversi paesi ha osservato, a livello aggregato, che c’è una correlazione positiva tra reddito e felicità, ma che questa correlazione è molto debole. In altre paroleun aumento del reddito di un paese non porta a un aumento significativo della stabilità emotiva dei suoi abitanti. Se tale paradosso è reale, significa che occorre trovare modi per vivere felici anche con un reddito limitato. Questo è possibile, ma richiede un cambiamento di prospettiva. Dobbiamo imparare a trovare la felicità nelle piccole cose. La felicità non è qualcosa che si trova in grandi eventi o acquisti costosi. La felicità è qualcosa che si trova nelle cose semplici della vita, come trascorrere del tempo con le persone che amiamo, fare qualcosa che ci piace o semplicemente godere della bellezza del mondo che ci circonda (3).

 

Per alcune persone un lavoro con retribuzione può essere fonte di soddisfazione se risponde ai loro bisogni psicologici e sociali, permettendogli di vivere una vita normale.

 

Cambiando prospettiva e ponendosi dalla parte di chi tale stabilità non l’ha raggiunta il valore dei soldi assume importanza radicalmente diversa. Tanté che chi vive in condizioni di povertà assoluta, non riesce neppure ad accedere al paniere di beni e servizi essenziali per una vita dignitosa, condizione che in Italia coinvolge oltre 2,2 milioni di famiglie. Più in generale dai dati Eurispes emerge che sei  italiani su 10  arrivano a fine mese con fatica e, per riuscirci, circa un terzo della popolazione deve usare i risparmi accumulati (4).

 

Quale valore viene attribuito ai soldi dal 10% della popolazione che, secondo i dati di Bankitalia, gestisce  circa il 60% della ricchezza nazionale?  Per costoro il denaro non è solo un mezzo per vivere giorno per giorno, ma uno strumento di potere, sicurezza e investimento per far crescere ancora di più il proprio capitale.

 

Com’è noto la concentrazione della ricchezza accentua le disuguaglianze e impoverisce le persone più deboli. La conseguenza non è casuale ma è il risultato di politiche economiche e sociali sbilanciate, unitamente alle crisi economiche e climatiche. Al punto in cui siamo il mercato non sembra più in grado di regolarsi da solo e  pertanto si renderebbero necessari correttivi per riportare equilibrio anche nella vita delle persone liberando  risorse da destinare alle categorie più penalizzate.

 

La buona politica dovrebbe fare di più: – per tenere sotto controllo la spesa statale evitando spese inutili;         – fissare per legge un salario minimo al lavoro a tempo pieno misurato sopra la soglia di povertà  e  allo  stesso tempo stabilire un limite retributivo per le figure di alto livello; – operare per un serrato controllo dei prezzi con lo scopo di impedire speculazioni che sono la causa di arricchimenti fuori misura.

 

Uno di noi

Domenico Sangiovanni

Fonte:  (1)  Il Sole24ore.com del 12.02.2026 di Biancamaria Cavallini; (2)  PIL e FIL: qual è il legame tra ricchezza e felicità? – Unobravo  21 ott 2025;  (3) CreditNews  09.02.2024 di Alessandro Ruocco;  (4)  Il Sole24ore del 28.05.2026  di Pietro Menzani.

 

Cari lettori

Il blog “soldi nostri”  non ha scopo di lucro e la sua  unica finalità è quella di informare chi lo desidera su fatti e questioni che attengono alla vita quotidiana. Grazie a voi a oggi il blog ha già raggiunto 42.000 visualizzazioni, nonostante la recente presentazione avvenuta in data 12 marzo 2026.

Se ritenete che i miei articoli passano meritare la vostra attenzione, vi chiedo di diventare seguaci del blog  “soldi nostri”  e di condividerli quando lo desiderate.