CARBURANTI CALMIERATI

In data 25 Settembre 2026  Eni e IP hanno comunicato un tetto ai prezzi di gasolio e benzina per la durata di 30 giorni, a partire dal 28 settembre 2026  con possibile estensione alla fine dell’anno . Qualche giorno dopo anche Q8  ha comunicato un tetto al prezzo di benzina e gasolio sulla propria rete italiana.

 

Compagnia

Benzina

Gasolio

Come viene applicato

Eni/Enilive

1,99 €/l

2,19 €/l

Tetto massimo con valore nazionale definito

IP

1,99 €/l

2,19 €/l

Stesso tetto di Eni, estensione progressiva per aree

Q8

Da definire

Da definire

Approccio “modulare”

Tali notizie, in uno scenario di forte volatilità e instabilità con i prezzi dei carburanti in continua ascesa e senza nessun controllo, hanno disorientato gli altri operatori venendosi a trovare di fatto in una condizione di libero mercato alle quali da tempo non erano più abituati.

Il prezzo dei carburanti si forma attraverso la combinazione di tre fattori principali:  il costo della materia prima (petrolio), i costi di raffinazione/distribuzione e le pesanti imposizioni fiscali governative.

Il costo del greggio rappresenta una quota variabile (circa un quinto o un quarto del prezzo al litro) ed è legato alle dinamiche globali di domanda e offerta, conflitti e mercati internazionali.

La raffinazione, lo stoccaggio e i margini comprendono: i costi di lavorazione del petrolio, il trasporto ai depositi e le riserve strategiche obbligatorie, oltre al margine lordo della filiera.

Le tasse e le accise incidono in modo massiccio sul prezzo finale alla pompa e superano spesso la metà del costo totale che comprende le accise fisse adeguate annualmente all’inflazione e l’IVA applicata sia sul valore del carburante sia sull’accisa stessa. In condizioni ordinarie di mercato, la somma di accise e IVA costituisce mediamente dal 52% al 58% del prezzo finale (1).

 

Nel 2026 il prezzo al barile resta intorno ai $ 100 dollari, mentre Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy registra a fine settembre e inizio ottobre 2026 un prezzo medio alla pompa in modalità self-service di circa 2,10 €/litro per la benzina e  2,30 €/litro per il gasolio.

L’11 luglio del 2008 il prezzo del greggio ha raggiunto il picco nominale di $ 147,27  al barile,  mentre il  prezzo medio alla pompa è stato di circa 1,38 €/l per la benzina e 1,35 €/l per il gasolio.

La differenza di prezzo dei carburanti alla pompa tra il 2008 e il 2026 trova le sue motivazioni nel tasso di cambio euro-dollaro, nell’aumento dei margini di raffinazione e nella maggiore pressione fiscale, a dimostrazione che il costo finale non è legato unicamente al prezzo del petrolio greggio.

Oggi le tasse (Iva e accise) pesano per il 61,1% sul prezzo finale della benzina e per il 57,2% su quello del gasolio, secondo i dati forniti da Assoutenti. Tale tassazione fa sì che il prezzo alla pompa di benzina e gasolio sia oggi tra i più alti in Europa, tant’è che il MEF (ripreso da Sky TG24) indica che l’accisa sui prodotti energetici nei primi 10 mesi del 2025 valeva 20,768 miliardi di euro per le entrate statali.

 

A partire dal 1° gennaio 2026, la Legge di Bilancio ha introdotto un meccanismo strutturale di riallineamento delle aliquote tra benzina e gasolio. Questa riforma ha ridotto la tassazione sulla benzina e aumentato  quella sul diesel,  parificando l’accisa base a  €  0,6729, alla quale si aggiunge l’IVA su tale accisa di  €  0,1480  per complessivi € 0.8209. Tale gettito fiscale sicuro e immediato garantisce allo Stato un’entrata economica stabile, costante e veloce, poiché vengono riscosse già al momento della fabbricazione, dell’importazione e dell’immissione in commercio di tali prodotti;  viene motivato con  emergenze che risalgono all’anno 1935 – Regio Decreto Legge n. 1823 “Finanziamento della Guerra d’Etiopia”  ( 0,000981 euro )  fino ad arrivare a quelle più recenti.

Se la funzione delle accise fosse anche di modulare il costo dei carburanti in un momento così critico come quello attuale,  il  prezzo calmierato potrebbe avere una riduzione fino a  €  0,8209  per litro.

 

E’ ormai evidente che Il rincaro dei carburanti sta comportando l’aggravio dei costi nel settore agricolo, in quello dei trasporti su strada e nelle altre aree produttive, costi che necessariamente saranno scaricati sul prezzo dei beni di consumo, comportando ulteriore incremento dell’inflazione. Tuttavia se il Governo avesse veramente a cuore i timori inflattivi sul potere di acquisto della gente comune, potrebbe attuare una riduzione consistente delle imposte che gravano sui prodotti in questione, reperendo le entrate compensative con l’innalzamento dell’aliquota IVA sui beni di lusso e, se non bastasse, con l’istituzione di una aliquota Irpef aggiuntiva per i redditi superiori ad un dato importo.

 

In conclusione va tenuto conto che nei momenti critici le difficoltà non colpiscono tutti allo stesso modo; chi dispone di risorse, reti di sicurezza e competenze accumulate ha gli strumenti per proteggersi al meglio e ripartire più velocemente, sfruttando talvolta la crisi a proprio vantaggio. Lo sviluppo delle capacità individuali  avviene all’interno di un sistema sociale che garantisce infrastrutture, legalità, istruzione, stabilità e mercati funzionanti. Chi accumula di più ha, di fatto, “sfruttato” al meglio queste risorse collettive, contraendo un debito morale e civico verso la comunità.

 

Uno di noi

Domenico Sangiovanni

Fonte:  (1)  Al Volante  “Accise su benzina e diesel” in data 30.08.2026; (2)  TGCOMLAB “Accise su benzina e gasolio, cosa sono e quanto ci costano quando facciamo il pieno”  in data 08.03.2026;

 

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