Il festival della canzone italiana è uno dei momenti clou per la pubblicità. In prima serata uno spot da 15 secondi va oltre 100 mila euro e può arrivare a superare 160.000. Il costo massimo per uno spot durante il Festival di Sanremo può superare 1 milione di euro per un minuto, in posizioni di massimo ascolto.
Nel 2025 vi fu record di incassi pubblicitari per oltre 65 milioni di euro, ampiamente superati nel 2026 con la cifra prevista di oltre 70 milioni di euro in telepromozioni.(1) Vanno a finanziare lauti cachet ai presentatori e ai super ospiti, mentre ai cantanti in gara viene attribuito un rimborso spese di circa 75 mila euro. (2)
Chi paga? Ovviamente noi, perché quei 70 milioni di euro saranno tutti caricati sui prodotti pubblicizzati durante le cinque serate della manifestazione. Pertanto al momento del loro acquisto noi ci faremo carico anche di una parte dei cachet generosamente elargiti.
Sarebbe utile domandarsi se saremmo ancora disposti a pagare direttamente i 70 milioni di euro per assistere a una manifestazione così lunga, per fare da vetrina a un mondo di eccessi così lontano dalla realtà.
Noi ci lamentiamo se ci aumentano le tasse, tra l’altro per servizi necessari, e non protestiamo per il dilagare della pubblicità ad ogni ora del giorno con costi crescenti e incontrollati.
È un’area dove sono in troppi a trarne benefici ed è in continua espansione per le aspettative di guadagni elevati e l’ambizione di apparire. Di questo passo vivremo solo di pubblicità!
Perché mai una persona deve faticare tutti i santi giorni per un salario appena sufficiente ai bisogni quotidiani quando altri per una comparsata a Sanremo si beccano l’equivalente di due anni di lavoro? Allora smettiamo di fare gli altri lavori e finiamo tutti a fare cabaret.
Firmato Uno di noi
Fonte: (1) Italia Oggi articolo del 4.03.2026; (2) Il Tirreno redazione web del 01.03.2026