CASA – SALUTE – CONOSCENZA
Sono i pilastri dell’esistenza umana, sono i capisaldi che garantiscono equilibrio e crescita. Una casa sicura e accogliente, la salute fisica e mentale come risorsa primaria e la conoscenza continua formano il tridente fondamentale per realizzare una vita piena e consapevole.
CASA: rappresenta molto più di un riparo fisico. È il luogo della rigenerazione, il centro delle relazioni affettive primarie. Garantisce sicurezza, stabilità e privacy, fungendo da base sicura da cui partire per esplorare il mondo.
SALUTE: è il motore di tutto. È il bene primario su cui si fondano la dignità umana e la qualità della vita. Senza di essa ogni altra conquista perde valore.
CONOSCENZA: È ciò che ci distingue e ci evolve. Comprende l’istruzione formale, le esperienze di vita e l’apprendimento continuo con l’ausilio della lettura e l’aggiornamento costante che permette l’adattamento ai cambiamenti, espandendo i propri orizzonti.
Il veicolo principale per la realizzazione di tali fondamenti è il lavoro, attraverso cui plasmiamo la nostra identità e il nostro scopo. Il lavoro oltre a garantire l’indipendenza economica, rappresenta lo spazio in cui esprimiamo i nostri talenti, sviluppiamo relazioni e contribuiamo alla società.
Affinché il lavoro sia un vero strumento di realizzazione è fondamentale che i propri obiettivi professionali siano allineati a valori sociali profondi. Ma non tutti i lavori sono portatori di tali principi, benché producano reddito per chi li fa. Ognuno di noi con il proprio lavoro contribuisce alla ricchezza nazionale, ma la sua distribuzione sta avvantaggiando categorie che operano nelle aree dell’intrattenimento, sottraendo capacità di spesa a chi invece fa lavori veri e soprattutto utili.
Prendiamo ad esempio la trasmissione televisiva “Grande Fratello VIP”. Si legge di compensi per i partecipanti NIP attestati su una cifra di circa mille euro settimanali, configurandosi principalmente come un rimborso spese per l’impegno profuso. Mentre per i “vipponi” più famosi i guadagni salgono rapidamente. Per un concorrente di grande visibilità si può aggirare attorno a euro 350.000. Anche le opinioniste non se la passano male i cui compensi per le loro perle di saggezza sembrano attestati tra euro 14.000 e euro 35.000 a puntata. Ora se consideriamo che in un mese di puntate ce ne sono quattro, vale a dire un compenso mensile che va da € 56.000 a euro 140.000, contro uno stipendio medio mensile che non supera euro 1.500.
Chi li paga? Sempre noi! perché il prodotto pubblicizzato in quella trasmissione è gravato anche dai compensi per tutta quella gente.
Riguardo ai contenuti è evidente che siano di cattivo esempio perché promuovono dinamiche aggressive, linguaggio scurrile e scontri accesi con il solo scopo di creare dinamiche televisive. Il messaggio che passa è che si può fare la bella vita anche senza faticare a dispetto di chi tutti i giorni fa un lavoro vero per un salario che perde continuamente potere di acquisto anche per il peso della pubblicità.
Cosa si può fare? Evitare l’acquisto dei prodotti pubblicizzati in tali format televisivi, così oltre a risparmiare si manda un messaggio chiaro a chi decide di reclamizzare i propri prodotti.
Uno di noi
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